martedì 27 novembre 2007

Indiana MMORPG ed il canone mensile fastidioso

All'inizio in televisione c'era il Grande Fratello, il primo reality show italiano a cui i media diedero un'importanza colossale.
E' insita nell'essere umano medio la volontà di non farsi i cazzi propri, quindi la trasmissione ebbe un grande successo.

E via con Grande fratello 2, 3, 4... tra poco avremo più edizioni del Grande Fratello che capitoli di Final Fantasy!

Il successo proseguiva, ogni rete voleva il suo reality. Ed ecco nascere reality come "La fattoria: braccia rubate all'agricoltura tornano al loro posto", "L'isola dei famosi, ovvero attention whore alla riscossa", "Amici di Maria de Filippi e solo amici suoi, perchè stanno sulle palle a tutti" e così via.

La stessa cosa è successa con i MMORPG. Timidamente, Ultima Online fu il primo (o uno dei primi? Non ne sono certo) a fare i primi passi nel mondo dei MMORPG, quando ancora c'erano i Pentium che non superavano il GHz e le linee telefoniche erano delle disturbatissime 56K che gracchiavano solo a tirare su il telefono.

I tempi si sono evoluti e ora abbiamo anche noi, come la TV, un MMORPG per ogni occasione, di qualità più o meno buona.

C’è il MMORPG fantasy (World of Warcraft, Dark Age of Camelot), quello fantascientifico (Anarchy Online, Eve Online), quelli ispirati ad ambientazioni famose (Matrix Online, Star Wars Galaxies) quelli fasulli (Guild Wars, Hellgate London… cari redattori, è inutile che lì chiamate MMORPG, fate solo una figuraccia, la parte MMO di questi giochi è solo nelle città, che sono equiparabili alle chat, il gioco in party si fa tutto nelle istanze. Mettiamo Diablo 2 tra i MMORPG allora?)

Cosa si fa in un gioco di ruolo? Ognuno impersona un personaggio, inizia a pensare come quel personaggio, parla come se fosse quel personaggio e vive la vita di quel personaggio. DIVENTA quel personaggio Full immersion.

Si fa la stessa cosa in un MMORPG? MAGARI!

Nei MMORPG, tutti i giocatori diventano clienti da spennare, iniziano a pensare come un cliente da spennare, parlano come se fossero un cliente da spennare e vivono la vita di un cliente da spennare. DIVENTANO un cliente da spennare. Full immersion.

Cosa si fa allora in un MMORPG? Si va in gruppo, ci si diverte, si fanno quest, si prendono rewards, si fa PvP, si farma.

Le stesse cose si fanno anche in Diablo, anche in Guild Wars ed in altri giochi. Cosa differenzia questi giochi da un MMORPG?

A parte la componente MMO per l’appunto che permette a migliaia di giocatori di essere online allo stesso momento anziché limiti molto più bassi, sto parlando del CANONE DI GIOCO MENSILE.

I soldi interessano molto ai produttori di giochi, è vero, ma interessano anche ai giocatori, ed è qui che una subdola catena di pensiero si mette in moto…
Il giocatore dice “Ho pagato per questo gioco fino alla fine del mese, tanto vale che faccio fruttare l’investimento” e carica il client del MMORPG preferito… ci gioca fino allo sfinimento, fino alla nausea. Ma se il titolo è bello e merita, il giocatore non se ne accorge. Deve sempre e comunque arrivare all’ultimo giorno di abbonamento, ormai ha pagato. Arrivato all’ultimo giorno, rinnova l’abbonamento se lo ritiene opportuno ed il ciclo va avanti.

Spesso, per questo fenomeno, non provano nuovi giochi che sono usciti nel frattempo. Non credo sia scorretto dire che i MMORPG di fatto possono ridurrei il numero di possibili acquirenti di un nuovo titolo. 9 milioni di giocatori di World of Warcraft in tutto il mondo sono potenzialmente 9 milioni di giocatori in meno che potrebbero interessarsi ad un gioco nuovo… mica roba da poco!
Perché spendere oggi 49.90 € per un titolo potenzialmente divertente, se non ci si può giocare per almeno 2 mesi, ovvero quando scade l’abbonamento?

Il sistema ora adottato è controproducente… chi esce da un MMORPG dopo mesi che non ha giocato ad altro, vede un gioco uscito 2 mesi prima e si sbalordisce. “Cosa mi sono perso in tutto questo tempo!” penserà tra se e se il giocatore, che sembra appena uscito da Matrix, ci manca solo Morpheus che gli dice “Si, questo è il mondo reale, questi sono i videogiochi che ci sono ora”.

Se io non gioco per un mese con l’account attivo, perdo effettivamente una mensilità spesa. Ho preso i soldi e li ho buttati via. Questo fa piacere sicuramente al produttore, che i soldi li intasca e tanti saluti, non fa piacere al giocatore, che si trova ad aver sprecato dei soldi… ma attenti al ritorno di fiamma!
Chi esce da un MMORPG è veramente disposto a tornare a giocarci pagandone l’abbonamento, a meno che non abbia un ottimo motivo per farlo?
Ecco che spesso clienti che escono da un gioco non ci tornano più, una volta tornati liberi è scocciante doversi di nuovo legare ad un gioco.

Ecco la mia proposta, se i produttori di videogiochi la leggessero, potrebbero farci un bel ragionamento su.

Prendiamo una tariffa telefonica flat. Si paga X al mese e si può stare tutto il tempo che si vuole al telefono. E’ quello che succede praticamente ora con i MMORPG comuni.

Prendiamo invece i cellulari. Pagando 50 € di ricarica, si possono fare telefonate finché il credito non si esaurisce, in tal caso non è possibile fare telefonate. Perché non fare qualcosa del genere anche per pagare l’abbonamento?

Ipotizziamo che si paghi 18 euro per 30 giorni di gioco. Ogni giorno che mi collego, il programma scala 1 giorno di gioco dal mio account, poi per 24 ore posso giocare tranquillamente, dopodiché mi viene scalato un altro giorno. Se nel week end non gioco e rigioco lunedì, i 2 giorni in cui non mi sono connesso non vengono scalati, mentre lunedì verrebbe detratto un giorno.

Così sarebbe molto più accessibile e darebbe ai produttori una clientela più vasta, i clienti potrebbero pensare “sì mi piacerebbe tornare a fare una o due volte quel dungeon con gli amici” senza prendersi l’impegno fisso di starci ogni sera, dimenticando tutto il resto, per un mese intero.

Non è solo il fattore "voglio giocare a scrocco" che fa migrare i giocatori su server gratuiti più o meno validi. Certo, ora come ora alle software house il sistema attuale va a pennello, se però qualcuno iniziasse a proporre alternative di pagamento funzionali, sarebbe una grande vittoria.

4 commenti:

Seppo ha detto...

Interessante teoria del'abbonamento alternativo di un MMORPG.. ma c'è tuttavia un piccolo difetto. Con un metodo del genere (immagina che comunque il prezzo mensile ideale/teorico/medio rimarrebbe immutato, quindi abbastanza alto nel caso di wow) chi inizia a giocare e dice addio alla sua vita reale, nei primi mesi giocherà con una simpatica media di 20 ore su 24, praticamente la spesa mensile sarebbe simile a quella di una rata di una maserati. Bisognerebbe sperare nel buonsenso di una software house come la blizzard per evitare una cosa del genere, un pò quindi come andare in giro nudo su un'interstatale che pullula di trans e gridare "HO FREDDO SCALDATEMI" e aspettarsi di ricevere un ciobar.

The fun is a lie ha detto...

Quello che dici tu sarebbe vero nel caso in cui il prezzo fosse fatto ad ore, ho proposto un metodo a giorni proprio per evitare che i soldi vengano scalati ogni 24 ore e non ogni ora.

Ipotizziamo che un ipotetico MMORPG abbia scritto "Costo di accesso: 0.45 € al giorno" ed io abbia caricato il mio account con 15 €.
Giocando ogni singolo giorno, in una mensilità di 30 giorni, si spenderebbero 13.5 € al mese, quindi mi rimarrebbero 1.5 € da spendere per il mese successivo (circa 3 giornate di gioco).

Se per motivi vari nei week end non possiamo giocare, i giorni da pagare diventerebbero 22, cioè 9.9 € in tutto il mese, il mese successivo avrei circa 5 euro, ovvero 11 giorni rimanenti.

Il vantaggio per i giocatori sarebbe innegabile, spendono una quantità di soldi oggi e finchè il credito non finisce, possono giocare, facendo periodi che vanno da "Ci stò tutto un mese" oppure "Faccio solo un paio di serate al mese".

Giovanni ha detto...

Diciamo che la tua proposta è la stessa degli attuali abbonamenti ADSL.
Del tipo "Ok ti offro un mese FLAT a 15€ , mentre per ogni ora di gioco mi paghi (ad esempio) 50 centesimi".
Ora, se uno gioca 10 ore ha speso 5 euro, e per arrivare ai 15 euro deve giocare 30 ore di gioco. Ovviamente è una tariffa indicativa (mi rendo conto che è una truffa) eppure una persona come me che farebbe un solo dungeon al mese, sarebbe una soluzione.

Ovviamente, caro thefuniaslie, nessuno sarà mai disposto afare una cosa del genere perchè ti vogliono RUBARE L'ANIMA!! ;)
Un po' come in palestra: ti sfido a trovare una palestra che faccia abbonamenti a consumo. Il minimo che sono riuscito trovare a Brescia dove abito io è stato un abbonamento mensile. alcune palestre addirittura non prevedono il singolo mese, ma MINIMO 1 ANNO!
Credo che un esempio di una cosa così poco moderna (l'abbonamento alla palestra) sia sigificativo di come "gira il mondo" a riguardo degli abbonamenti e delle sottoscrizioni a consumo. Naturalmente la tua proposta è intelligente e io sarei prontissimo ad accoglierla, ma si tratta di software house e sarà difficile che qualcuna metta in discussione un metodo assodato ... dovremmo sperare che qualche software house innovativa e "giovane" intraprenda questa strada...

Qualcuno ha detto flagship studios?

(PS. i Pentium a 1 Gb cosa sono ? ^^)

Giovanni ha detto...

Aggiungo una cosa: non c'è modo di cambiare il layout di blogger mettendo per es. i commenti a lato ?

byez